Il sogno

Cari sognatori distratti, quando ho iniziato a pensare a questo luogo non avevo un progetto ben definito, un disegno perfetto, ma solo una suggestione formata da idee e immagini. Sognavo uno spazio di condivisione e di incontro, un gruppo raccolto di anime sedute sotto una grande quercia. Mi sarebbe piaciuto fossero presenti tutte le forme, le espressioni, gli interessi e le attitudini che migrano da sempre negli esseri umani.

I nostri antenati vivevano intorno al fuoco, nelle radure, sotto un grande albero questi momenti di comunità, ora, forse, mi sono detta, perché non provarci con questi nuovi strumenti? Ebbene, allora eccoci qui! Ma come ogni tribù che si rispetti, anche se arboricola, abbiamo padri e madri fondatori, che vi presento.

Hermann Hesse

Per me gli alberi sono sempre stati i predicatori più persuasivi. Li venero quando vivono in popoli e famiglie, in selve e boschi. E li venero ancora di più quando se ne stanno isolati. Sono come uomini solitari…Tra le loro fronde stormisce il mondo, le loro radici affondano nell’infinito; tuttavia non si perdono in esso, ma perseguono con tutta la loro forza vitale un unico scopo: realizzare la legge che è insita in loro, portare alla perfezione la propria forma, rappresentare se stessi.

Alberi – tratto da Il Canto degli alberi – Hermann Hesse – Guanda.

Virginia Woolf

Bucando atomi d’aria grigiazzurra il sole picchiava sui campi inglesi; illuminava stagni e paludi, un gabbiano bianco su un palo, il lento viaggio dell’ombra sulle chiome compatte dei boschi, il grano fresco, e i campi di frumento fruscianti…L’ombra degli alberi sprofondava alla base in una pozza scura. La luce calava a fiotti e confondeva i separati fogliami in un’unica massa verde.

Le onde – Virginia Woolf – Giulio Einaudi editore.

Mario Rigoni Stern

Era d’autunno e un giorno, camminando con mio figlio maggiore, raccolsi il primo albero per portarlo vicino a casa: un pino silvestre alto pochi centimetri che a stento era nato tra i sassi; lo misi a dimora con il medesimo orientamento di dove era venuto alla luce. Dopo qualche settimana, prima dell’arrivo della neve, raccogliemmo due piccole betulle nate dove un tempo assai remoto scorreva il ghiacciaio: le riposi con della terra umifera attorno alle radici, vicino al pino silvestre – faranno un bel vedere così accostate al pino. Loro chiare e gentili accanto al pino scuro e rude -dissi a mio figlio.

Arboreto salvatico – Mario Rigoni Stern – Giulio Einaudi editore.

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