Le Conversazioni


Antropologia, Arte, Conversazione, Intervista, Letteratura, Lettura, Natura, Notizia, Scrittura, Storia / giovedì, Aprile 9th, 2020

Storie dalla Preistoria – Loredana Garnero – Buendia Books edizioni

Cari sognatori distratti, eccoci con un nuovo ospite, un conversazione su un tema originale e attuale, intorno alla natura umana. Un viaggio unico nella letteratura preistorica, sulle tracce mai dimenticate del famoso libro di Roy Lewis. Qui, per noi oggi, la voce narrante è quella di Loredana Garnero che ci coinvolge con la sua conoscenza su un mondo che ancora ognuno di noi porta dentro di se, che mai avremo immaginato così attuale. Ci saranno di sicuro altri appuntamenti con Loredana, il tema è ghiotto e ci piacerebbe scoprire qualcosa di più sullo sviluppo del linguaggio dalla Preistoria ai giorni nostri, e come questo percorso abbia modificato le menti e guidato la nostra evoluzione. Senza trascurare che i racconti di Loredana sono spunti per gite meravigliose, adatte anche ai più piccoli.

Chi è Loredana Garnero in una frase ? (Non sono ammesse divagazioni alla Proust): sono un insegnante in pensione, appassionata da sempre alla preistoria, sognatrice sempre, distratta qualche volta.

Come nasce questa passione atavica? E soprattutto ti senti una donna preistorica? La mia passione per la preistoria nasce da lontano. Ai tempi della mia prima tesi, incentrata sostanzialmente sull’Evoluzione dell’uomo. Da qui la necessità di approfondire le conoscenze su quel primo periodo in cui l’uomo è diventato Uomo. Confesso che la mia natura schiva e la costante selezione delle relazioni sociali in cui entrare appieno, mi hanno fatta identificare con persone antiche, semplici e incentrate sulle cose essenziali per la sopravvivenza, e le continue sfide della vita quotidiana. In particolare mi piace immedesimarmi in personaggi femminili come Ayla, eroina preistorica di Jean Auel, a cui mi sono sempre ispirata nel mio insegnamento, ancor prima di cominciare a scrivere storie sulla preistoria. Donna, chiamata fin da piccola a confrontarsi con le avversità quotidiane ma anche con le rigide regole delle popolazioni tra cui è vissuta. Una donna forte, determinata, autonoma, ma anche capace di assoggettarsi alle leggi sociali, sempre e comunque curiosa e spinta a soluzioni nuove e insolite, che con fermezza e umiltà riesce infine a condividere coi suoi compagni di vita.

Com’è nata l’ispirazione a raccontare queste storie? Come insegnante ho pubblicato alcuni saggi sul mio campo di lavoro, in particolare sulla Dislessia. Poi, è nata in me, negli ultimi anni, una forte esigenza di scrivere in forma più leggera e emotivamente coinvolgente, per questo mi sono avvicinata alla narrativa. Mi sono basata su argomenti che conoscevo e che potevo verificare di persona. Da qui nascono i primi due libri, da testimonianze dirette sulle Manie e su Noli, dove ho vissuto per alcuni anni dopo la pensione, ricchi di bellezze e di storia, e soprattutto di preistoria.
Nella scrittura del primo libro, sul finalese, mi sono trovata a dover descrivere la vita degli abitanti nelle diverse epoche, soprattutto delle numerose grotte presenti sul territorio, che naturalmente non potevo intervistare. Allora ho cominciato ad ascoltare le pietre, le terre, i reperti, le piante, che molto probabilmente sono lì fin dalla preistoria. Così, ho iniziato a raccontare le loro storie.

Quale delle storie della raccolta ti ha coinvolta di più nella scrittura e perché?
Il personaggio che sento più vicino è senz’altro quello della donna della medicina del Paleolitico medio, che vive all’ombra dello sciamano, ma con una sua competenza specifica e preziosa per la sua tribù. Che deve far conciliare la sua importante funzione sociale col suo essere donna e madre.
Anche se il mio racconto preferito rimane quello sull’Uomo di Neanderthal, che raccoglie in sé i principi di base che più ci tenevo ad affermare.

A questo punto non ti resta che svelarci un segreto sui Neandertal!
Le opinioni diffuse sull’uomo di Neanderthal vanno dal considerarlo un nostro diretto antenato, a confinarlo al pari delle bestie, rozzo, feroce e violento antagonista dei nostri predecessori Sapiens Sapiens. L’equivoco nasce dalla datazione ufficiale della comparsa in Europa del Cro Magnon
(circa 40.000 anni fa). Io ipotizzo, che i reperti del finalese risalgano a oltre 50.000 anni fa, e appartengano a Sapiens autoctoni o provenienti dall’Asia, quindi anteriori all’arrivo del Cro Magnon dall’Africa. Non necessariamente a Neanderthal, solo in base alla datazione. I Neanderthal comunque avevano senz’altro una complessa vita sociale molto ben strutturata (con manufatti quotidiani e armi sofisticate) e una spiccata sensibilità spirituale (seppellivano i morti su letti di polvere rossa). La loro garanzia di sopravvivenza come specie era data dal loro stretto legame alle loro memorie ataviche, e alla rigida osservanza delle stesse. Purtroppo però, furono proprio queste a decretarne l’estinzione, con la comparsa del dinamico e più evoluto cugino con cui sono stati costretti a spartirsi territorio e cibo.

La prossima volta che tornerai nostra ospite, quale tema di piacerebbe trattare? ….(guarda che ci facciamo il nodo alle pagine…)
Spero, come tutti, in tempi migliori degli attuali, e sarebbe carino parlarvi del Neolitico, su cui ho già pronti nuovi racconti nei cassetto!

L'autrice, Loredana Garnero.

Loredana Garnero ha insegnato lettere nella scuola media a Torino, con
particolare attenzione alle nuove disabilità. Appassionata da sempre alla preistoria, ha coltivato e condiviso coi suoi allievi la scoperta delle ricchezze archeologiche di Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria e Valcamonica.
Ha vissuto per 4 anni nel finalese, tra le Manie e Voze, fino al 2015, e da
questa esperienza sono scaturiti i suoi primi due libri di narrativa, a cui è
approdata dopo avere pubblicato alcuni saggi sul suo principale campo di
lavoro: i Disturbi Specifici di Apprendimento.
Con Buendia Books ha già pubblicato la sua prima fiaschetta di racconti del
paleolitico: Storie dalla preistoria.

Per maggiori informazioni visitate il sito dell’autrice.